Quale vino scegliere per la bagna cauda?

Vi hanno invitati per una cena particolare e state cercando quale sia il vino migliore da abbinare a una bagna Cauda? Siete capitati nel posto giusto!

Bagna Cauda: Storia e Curiosità

La Bagna Cauda è un piatto tipico della tradizione piemontese, qui veniva preparato nel periodo della vendemmia e, secondo alcune leggende, offerto come ricompensa per i vendemmiatori. Un piatto legato al vino fin dalla sua nascita.

L’origine della Bagna Cauda (che tradotto dal dialetto piemontese significa “Salsa Calda”)  affonda nelle terre dell’astigiano, delle Langhe, del Roero, del Monferrato, delle aree meridionali della provincia di Torino e delle province di Cuneo, Alessandria, Asti e Novara.

Questa salsa calda viene preparata con acciughe, aglio, olio e burro, in cui vengono intinte diverse verdure, crude e cotte.

Non si tratta solo di una ricetta o di un piatto, ma di un vero e proprio rito conviviale, di condivisione del cibo. Infatti, tradizionalmente veniva servita in tavola in un tegame di cottura in terracotta, chiamato dian, e mantenuto in temperatura con la scionfetta, uno scaldino di coccio riempito di braci vive. Tutti i commensali intingono le verdure nel dian.

In seguito, per evitare a chi era più distante la scomodità di intingere in unico recipiente e ovviare anche alla scarsa igiene, sono stati introdotti dei recipienti individuali in terracotta (detti fojòt) costituiti da una ciotola in cui la parte inferiore è composta da un fornellino, alimentato ad alcol, per mantenere in caldo la salsa.

Come abbiamo detto la bagna càuda era un piatto tipico in ambienti poveri, e per molto tempo venne considerata inadeguata dalle classi più agiate, che la ritenevano un cibo rozzo e, soprattutto a causa della presenza dell’aglio, inadatto a un’alimentazione raffinata.

Dal 2013 la rivista Astigiani promuove, annualmente, il Bagna Cauda Day. Per un intero fine settimana è possibile degustare la bagna càuda in cantine, osterie e vinerie di Asti, Langhe, Roero, Monferrato, Torino e diverse località piemontesi.

A novembre 2015, in occasione della terza edizione di questo evento, gli organizzatori hanno presentato la proposta di candidare la bagna càuda all’UNESCO come patrimonio immateriale dell’umanità. Al momento il dossier per la candidatura è in preparazione da parte dell’Università degli Studi di scienze gastronomiche di Pollenzo.

Bagna Cauda: la ricetta tradizionale

La ricetta della Bagna Cauda è abbastanza semplice e vi chiederà circa 10 minuti di preparazione e 45 per la cottura.

Ingredienti

Per 4 persone vi serviranno per la salsa:

  • 200 gr di Acciughe
  • 4 spicchi d’aglio
  • 250 ml di Olio extravergine d’oliva
  • 40 gr di burro
  • Verdure crude e cotte a piacere e uova.

Preparazione

Affettate in maniera sottile l’aglio e mettetelo in un tegame di coccio. Pulite le acciughe, privandole delle lische e rimuovendo il sale, tagliatele a pezzettini e mettetele nel tegame.

Aggiungete nel tegame l’olio, coprendo acciughe e aglio, accendete il fuoco a fiamma moderata e fate cuocere mescolando, fino a che che le acciughe si sciolgono. Fate attenzione a non far prendere colore all’aglio.

Questa fase durerà circa 30 minuti, quando andrete a sciogliere in pentola il burro. Portate il tutto in tavola, avendo cura di tenere sempre la salsa calda.

A parte preparate le verdure che intingerete nella salsa. Possono essere crude, tipicamente venivano usati i cardi gobbi, ma potete aggiungere carote, sedano, peperoni, topinambur, cipollotti… o cotte come le patate, la barbabietola, peperoni arrostiti, scarola o indivia.

Assolutamente “vietato”, nella versione originale, immergere il pane. Sempre secondo la tradizionale, una volta finito di intingere le verdure, per raccogliere l’ultima salsa rimasta nel dian, si faccia cuocere un uovo (o se ne intinga uno sodo.

Esistono alcune piccole variazioni alla ricetta tradizionale. Innanzitutto l’olio, se volete potete usare l’olio di noci al posto di quello d’oliva. Questo perché nella parte Sud del Piemonte, quella al confine con la Liguria, si usava l’olio d’oliva proveniente dalla vicina regione, mentre la parte a Nord non aveva a disposizione le olive e usava.

Se volete provare la “ricetta canonica” della Bagna Causa, che venne depositata presso un notaio a Costigliole d’Asti nel 2005 dalla delegazione di Asti dell’Accademia italiana della cucina, dovrete usare:

una testa d’aglio a persona, mezzo bicchiere d’olio d’oliva extravergine a persona, 50 g a persona di acciughe rosse di Spagna e, eventualmente un pezzetto di burro da aggiungere a fine cottura.

Se vi piace una salsa più cremosa o avete bisogno di ridurre l’odore dell’aglio (magari il giorno dopo andate in ufficio…), una variante della Bagna Cauda molto diffusa cuoce l’aglio nel latte prima di aggiungerlo nel tegame.

Vino per Bagna Cauda

Come abbiamo visto la storia della Bagna Cauda è strettamente legata al vino. Quindi se state preparando una serata a base di questa salsa, o se siete invitati a una cena di questo tipo e volete portare una bottiglia da consumare in compagnia, vi consigliamo di orientarvi a colpo sicuro su un vino piemontese.

La Bagna Cauda si abbina perfettamente con un vino rosso fermo, dalla corposità media, possono andar bene anche dei novelli. Non disdegnate, comunque, l’accompagnamento con un vino secco.

Tra i vini che consigliamo da consumare insieme alla Bagna Cauda c’è il Barbera d’Asti. Un bicchiere fruttato e speziato che, seppur complesso, con le sue caratteristiche saprà esaltare la salsa calda nei vostri piatti. Questo vino viene affinato per circa un anno in legno, la procedura aiuta a pulire il palato dell’olio che è presente abbondantemente nella ricetta.

Un altro abbinamento classico è quello con il Dolcetto d’Alba. Anche in questo caso abbiamo un vino tipico piemontese, semplice e vivace, non troppo alcolico e che non copre il piatto che state assaporando.

Infatti, da una parte abbiamo l’intensità, la sapidità tipica della bagna cauda e i tanti e diversi sapori delle verdure; dall’altra parte un vino con buona acidità che pulisce bene la bocca e poco tannico, non rischiando un eccesso di sapidità.

Altri vini perfetti per un pasto a base di Bagna Cauda sono il Nebbiolo e il Barbera.

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