Glera
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La Tordera Valdobbiadene Superiore di Cartizze Dry
Tenuta Amadio Asolo Prosecco Superiore Millesimato Dry
Benvenuto nel mondo del Glera, un vitigno che ha saputo trasformarsi da comparsa locale a protagonista indiscusso dei brindisi mondiali. Spesso identificato tout court con il nome “Prosecco”, il Glera è in realtà l’anima nobile e rustica che si cela dietro le bollicine più famose d’Italia.
Ecco un approfondimento tecnico e narrativo su questa varietà straordinaria.
1. Storia della coltivazione del Glera
Le origini del Glera sono avvolte in un mix di storia e leggenda che risale all’epoca romana. Si ritiene che il vitigno possa coincidere con l’antico Pucinum, lodato da Plinio il Vecchio e amato da Livia, moglie dell’Imperatore Augusto, per le sue doti medicinali e di longevità.
Storicamente radicato nell’area del Carso triestino, il vitigno prende il nome dalla frazione di Prosecco (Trieste). Da qui, nel corso dei secoli, la coltivazione si è spostata verso ovest, trovando il suo “habitat d’elezione” tra le colline trevigiane di Conegliano e Valdobbiadene.
La svolta del 2009: Per proteggere il nome “Prosecco” a livello internazionale come denominazione geografica e non solo come varietà, il nome del vitigno è stato ufficialmente riportato all’antico sinonimo Glera. Questo ha permesso di legare indissolubilmente il prodotto al territorio del Nord-Est italiano.
2. Caratteristiche ampelografiche del Glera
Il Glera è un vitigno semiaromatico dalla vigoria spiccata e dalla produttività generosa, ma che richiede cure attente per non eccedere nelle rese.
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Foglia: Di medie o grandi dimensioni, pentagonale, trilobata o pentalobata, di colore verde scuro.
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Grappolo: Grande, lungo, piramidale e alato, con una struttura piuttosto spargola (che favorisce la ventilazione tra gli acini).
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Acino: Di medie dimensioni, sferoidale, con una buccia sottile ma consistente di colore giallo dorato, ricoperta da una buona dose di pruina.
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Sensibilità: È un vitigno sensibile alla siccità e alla “colatura” (la mancata trasformazione dei fiori in frutti) durante la primavera, oltre che a malattie fungine come l’oidio e la peronospora.
3. Principali zone di coltivazione del Glera
Il cuore pulsante del Glera batte nel Nord-Est d’Italia, in un’area che spazia dal Friuli-Venezia Giulia al Veneto.
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Colline di Conegliano Valdobbiadene (Veneto): Qui il Glera raggiunge vette qualitative altissime grazie alle pendenze scoscese (viticoltura eroica) e a un microclima perfetto garantito dalla protezione delle Prealpi e dalle brezze dell’Adriatico.
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Asolo (Veneto): Un’altra zona collinare d’eccellenza dove il terreno conferisce al vitigno una struttura e una sapidità distintive.
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Pianura Veneta e Friulana: In queste aree, la coltivazione è più estensiva e meccanizzata, dando vita alla produzione della DOC Prosecco, incentrata sulla freschezza e sulla piacevolezza immediata.
4. Principali tipi di vino prodotti con Glera
Sebbene sia quasi sempre associato allo spumante, il Glera è versatile:
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Prosecco Spumante (Metodo Martinotti-Charmat): È la versione più celebre. La rifermentazione avviene in grandi autoclavi d’acciaio per preservare i profumi primari dell’uva. Si distingue per le note di mela verde, pera, fiori d’acacia e agrumi. Al palato è fresco, leggero e vivace.
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Prosecco Frizzante: Una versione con una pressione inferiore (meno bollicine), spesso più fedele alla tradizione contadina.
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Col Fondo (Rifermentato in bottiglia): La versione “ancestrale”. Il vino non viene sboccato e presenta i lieviti sul fondo; è secco, torbido, con sentori di crosta di pane e una complessità più rustica.
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Vino Tranquillo: Versione ferma, meno comune, che esalta le note fruttate e la sapidità minerale del vitigno senza l’apporto dell’anidride carbonica.
5. Denominazioni di riferimento del vitigno Glera
Il successo globale del Glera è tutelato da un sistema di denominazioni rigido che ne garantisce l’origine e la qualità:
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Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG: Il vertice della piramide qualitativa, prodotto esclusivamente tra i due comuni storici. Include la sottozona “Rive” (vigneti singoli su pendii ripidi).
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Cartizze (Valdobbiadene Superiore di Cartizze DOCG): Un “Cru” di soli 107 ettari, considerato la massima espressione del Glera, capace di regalare profumi intensi e un’eleganza vellutata.
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Asolo Prosecco DOCG: Una denominazione in forte crescita che si distingue per vini di carattere e ottima struttura.
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Prosecco DOC: La denominazione più vasta che copre 9 province tra Veneto e Friuli-Venezia Giulia, responsabile dei volumi che hanno conquistato i mercati internazionali.
