La Classificazione degli Champagne: denominazioni, metodi e dosaggi

Le occasioni speciali, lo sappiamo, richiedono un brindisi importante e per questo non si può fare a meno di una buona bottiglia di champagne. Spesso è sinonimo di lusso e sfarzo, ma sai scegliere quello più adatto al momento o ai gusti? Conosci la differenza tra le varie denominazioni?

La notorietà di questo vino è dettata dalla qualità delle uve che la generano, e alle caratteristiche dei territori nel nord della Francia in cui nasce questo vino e che danno vita alla specifica classificazione degli Champagne.

I tipi di champagne

Gli champagne si differenziano per il colore, per il tipo di uve usate, per il dosaggio (quantità di residuo zuccherino) e per il prezzo. Per la sua fama questo è l’unico vino che è esonerato dal riportare in etichetta la dicitura “appellation d’origine controlée”.

Colore

Lo champagne può essere diviso in “bianco” o rosé. Lo champagne rosè può essere ottenuto mescolando vini bianchi e vini rossi o da una breve macerazione a contatto con le bucce delle uve a bacca nera.

Uve

La denominazione “Champagne” è limitata ai vini che provengono dalla regione dello Champagne, a nord-est della Francia, e spumantizzati con il metodo champenois e che vengono prodotti con le uve dei tre vitigni che, nel corso del tempo, sono stati selezionati e autorizzati

  • lo Chardonnay, vitigno a bacca bianca, che viene coltivato a sud di Epernay, nella Cote des Blancs. Chardonnay. Questa uva regala note eleganti e leggere ai vini. Gli Champagne “Blanc de Blancs” sono prodotti utilizzando esclusivamente lo Chardonnay.
  • il Pinot Nero, vitigno a bacca rossa, viene coltivato prevalentemente sulla Montagne de Reims. Grazie a questa uva abbiamo alcuni dei migliori Champagne, caratterizzati da struttura e corpo persistenti. Nel 1996 la produzione di champagne è stata composta per il 38%, oltre un terzo, da questo vitigno. Il Pinot Nero viene usato anche per produrre piccole quantità di vino rosso fermo, per la denominazione d’origine controllata (Aoc) Côteaux Champinois (una delle tre Aoc della Champagne).
  • il Pinot Meunier, vitigno a bacca nera, che si trova prevalentemente nelle località più umide e più esposte al freddo nella Vallée de la Marne. In particolare questa uva resiste molto bene alle gelate e alle malattie. Nel 1996 ha rappresentato il 35% della produzione di Champagne.
Le uve usate nella produzione influenzano il colore. Gli champagne ottenuti da sole uve a bacca bianca sono i blanc de blancs; se vengono usate solo uve a bacca nere avremo dei blanc de noirs.

Dosaggio

Come accade per gli spumanti, anche nello Champagne, prima dell’imbottigliamento, le bottiglie vengono rincalzate con la liqueur d’expédition o “sciroppo di dosaggio”. Una piccola dose di sciroppo fatto con zucchero di canna, vini vecchi e, ormai molto di rado, cognac o altri distillati.

La composizione di questo liquido varia in base alla tipologia dello Champagne che si vuole ottenere.

Attraverso il dosaggio da una parte si addolcisce un vino che non ha residuo zuccherino e, che quindi si presenterebbe con un’acidità molto elevata, dall’altro conferisce allo champagne bouquet di aromi e note olfattive che sono la firma del produttore.

In base al contenuto di zuccheri andremo a ottenere:

  • Brut Nature, hanno un residuo zuccherino inferiore o uguale a 3 grammi per litro. Champagne secco e dal gusto deciso che vengono anche detti Dosage Zéro o Pas Dosé.
  • Extra Brut: in questi champagne lo zucchero oscilla tra lo 0 e i 6 grammi per litro. Sono vini secchi e con una punta di acidità.
  • Il Brut ha un residuo zuccherino che resta entro i 15 grammi per litro.
  • Extra dry o Extra sec, qui il residuo zuccherino che varia tra i 12 e i 20 grammi per litro. Grazie a questa maggiore presenza di zucchero sono vini più morbidi rispetto ai precedenti.
  • Gli Champagne Dry o Sec hanno un residuo di zucchero che va dai 17 ai 35 grammi per litro. Sono le bollicine più dolci, perfetti per essere consumati insieme alla frutta.
  • I Demisec hanno una concentrazione di zuccheri tra i 35 e i 50 grammi per litro, ottimi accanto a dolci e biscotti
  • Gli Champagne con un residuo zuccherino superiore ai 50 grammi per litro, molto rari a dire il vero, sono detti Dolci.

Annata

Se lo champagne viene realizzato usando vini prodotto con uve raccolte in anni diversi, lo champagne è sans année; se, invece, il vino base è prodotto al 100% con uve raccolte in un unico anno, allora abbiamo uno champagne millésime (millesimato).

Le Cru

Nel 1911 la regione della Champagne è stata classificata in base a quella che viene chiamata “La scala delle Cru” una categorizzazione che non riguarda un singolo vigneto, ma l’intero villaggio, in cui possono essere presenti diversi vigneti, e dipende dalla qualità di ogni singolo cru.

Si identificano 3 diverse zone:

  • Gran Cru (100%);
  • Premier Cru (90 – 99%);
  • Cru (80 – 89%).

Il valore percentuale rappresenta il valore commerciale dell’uva e quindi la qualità dello champagne. In origine in base a questa scala veniva pagato il prezzo per le uve e conseguentemente solo per le uve Gran Cru veniva riconosciuto il prezzo pieno. Questo metodo è stato abbandonato recentementa, ma resta in vigore per indicare la gerarchia delle uve.

Oggi abbiamo 17 comuni appartenenti alla Gran Cru, così divisi:

  • Montagne de Reims: Louvois, Bouzy, Ambonnay, Verzy, Verzenay, Maill, Beaumont-sur-Vesle, Sillery e Puisieulx;
  • Vallée de la Marne: Aÿ e Tours-sur-Marne;
  • Côte des Blancs: Oiry, Chouilly, Cramant, Avize, Oger e Mesnil-sur-Oger.

Mentre 41 comuni fanno parte della categoria “Premier Cru” e  255 della “Cru”.

Metodo di fermentazione

Per essere tale lo Champagne deve essere prodotto secondo il “Metodo Champenoise”, detta anche rifermentazione in bottiglia, dicitura che dal 1994 l’UE ha riservato solo alla produzione di spumanti prodotti nella regione dello Champagne.

SI tratta di una doppia fermentazione: la prima del mosto, nel tino, la seconda del vino (che si ottiene con la prima fermentazione) nella bottiglia.

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