Martini Dry: ingredienti, ricetta e storia di un cocktail “italiano”

Il Martini Dry è un conosciutissimo drink a base di gin e vermut dry, catalogato tra i “pre-dinner” ma che molti non disdegnano anche nel dopo cena.

Martini Dry – Storia del Cocktail

La storia di questo cocktail si perde nella memoria dei bar, tanto che esistono diverse versioni sulla sua prima apparizione.

Tra le tante possiamo riportarvi quella presente su una targa nella città di Martinez, California, che racconta di come, nel 1874, il barista Julio Richelieu, abbia servito il primo Martini Dry a un minatore che, arrivato nel saloon, chiese “qualcosa di speciale”. Richelieu gli preparò un “Martinez Special”, tanto speciale da perdere la “z” finale dopo che il minatore ne aveva consumati 4 bicchieri e si apprestava a chiederne un altro.

La ricetta prevedeva 2/3 di gin, 1/3 di Vermouth, una spruzzata di bitter all’arancia sul ghiaccio tritato e un’oliva per guarnire il tutto.

Un’altra storia racconta che la prima apparizione sia opera di un tal Martini, barista di Arma di Taggia, che per primo servì questo drink a New York, nel 1912, al celebre magnate americano John D. Rockefeller.

Martini Dry – Ingredienti

Per un Martini Dry a regola d’arte ti serviranno (gli ingredienti si riferiscono alla preparazione di un singolo cocktail):

Oltre a questi ingredienti avrai bisogno di un Mixing Glass, uno strainer e il bar spoon.

Martini Dry – La Ricetta

Di fatto, il Martini Dry è un gin “sporcato” di vermouth bianco e raffreddato. La tecnica che si usa per prepararlo è chiamata Stir & Strain: si usa il mixing glass per mescolare i liquidi con il ghiaccio, e poi filtrarlo nel bicchiere raffreddato. Ma vediamo come prepararlo, passo per passo.

Prima di iniziare a preparare il tuo Martini Dry metti a raffreddare in freezer il bicchiere in cui lo servirai.

A questo punto, metti qualche cubetto di ghiaccio nel tuo mixing glass e muovilo gentilmente, in modo da raffreddare le pareti del bicchiere. Aiutandoti con lo strainer, blocca il ghiaccio e scola l’acqua in eccesso.

Versa all’interno del mixing glass gin e vermouth e mescola tutto con il bar spoon.

Prendi dal freezer il bicchiere e usando lo strainer per filtrare, versa tutto al suo interno.

Per ottenere un drink fresco e profumato, fai cadere qualche goccia di limone nel bicchiere e decoralo con una scorza della sua buccia.

Se, invece, sei un amante del classico metti in una ciotolina a parte delle olive. La versione “cinematografica” di questo cocktail ci ha abituati a vedere le olive nel bicchiere, ma in realtà andrebbero servite a parte, se però vuoi metterle nel bicchiere usa l’accortezza di scegliere olive denocciolate e di sciacquarle dalla salamoia (a meno che non desideri la versione “dirty” di questo drink, che prevede proprio qualche goccia di salamoia).

Chi non ha a disposizione un freezer, può mettere del ghiaccio anche nel bicchiere in cui servirà il Martini Dry, togliendolo prima di versare al suo interno il cocktail.

L’errore da non fare

Quando prepari un Martini Dry, non shakerare il Martini con il ghiaccio, perché questo andrebbe ad allungarlo, diluendo i sapori e abbassando il grado alcolico.

Martini Dry – Le Varianti

Come per ogni drink che si rispetti, non si contano le varianti che si trovano al bancone. Anche solo “rispettando” la ricetta originale, potresti volere una o due olive o, ancora, potresti volere la scorza di limone semplicemente passata sui bordi del bicchiere e non lasciata all’interno del tuo Martini Dry.

Se, invece, vuoi sostituire le olive con due cipolline, stai cercando un Gibson.

Vuoi un Naked Martini? Metti tutti gli ingredienti nel congelatore e poi, rispettando le dosi della ricetta, versa tutto direttamente nella coppetta gelata. Una scelta ottima nelle estati più torride.

Tra le varianti più popolari c’è l’Hemingway, che prende il nome dalla ricetta che preferiva il noto scrittore: 15 parti di gin 1 parte di vermouth. In alcuni bar si trova anche sotto il nome di “Montgomery”, perché il generale seguiva queste proporzioni non solo se si parlava del martini dry, ma anche nel numero di soldati da schierare in campo in base a quanti nemici scendessero in battaglia.

Ma la variante più nota in assoluto è quella resa famosa da Jan Flaming e bevuta da James Bond: il Vesper. Questo cocktail si ottiene con tre parti di gin Gordon, una parte di vodka e mezza parte di kina lillet; guarnito con scorza di limone. E, come direbbe Bond: agitato, non mescolato!

Martini Dry – Il Bicchiere Giusto

Ma qual è il bicchiere da Martini Dry? La coppetta da cocktail. Infatti, questo bicchiere è perfetto per servire le bevande a temperatura di zero gradi, il gambo permette di tenerlo in mano, senza andare a influenzare la temperatura della nostra bevanda.

Krosno Bicchieri Cocktail Martini Bar Vetro Coppa | Set di 6 | 150 ML | Elite Collection | Ideale per...

Free shipping
Last update was on: Gennaio 14, 2021 12:12 pm
disponibile

Martini Dry – Curiosità & Citazioni

Se stai pensando di intraprendere la carriera del bartender, allenati tantissimo su questo cocktail, è il Martini Dry il vero banco di prova di un barman, da questo si vede la sua bravura, l’estro e la professionalità.

Il Martini Dry è un grande protagonista dell’immaginario collettivo, presente in tantissimi libri e nella cinematografia, soprattutto americana.

Abbiamo già citato Fleming e il suo James Bond, ma anche il protagonista di “Addio alle armi” di Hemingway beve il Martini.

E se andiamo a vedere tra gli attori e gli intellettuali, il Martini Dry spopolava: Humphrey Bogart (che sul letto di morte avrebbe detto: “L’errore più grande della mia vita? Cambiare il whisky e soda con il Cocktail Martini”), Francis Scott Fitzgerald, Truman Capote; politici come Roosevelt e Kruscev. Si racconta che fosse il preferito di Liz Taylor e Richard Burton, che brindavano al loro amore a suon di Martini Dry.

Per Umberto Eco:“..il martini migliore è quello che ti fai da te, al punto che il momento magico è proprio quando lo si fa non tanto quando lo si beve”.

“Devo liberarmi di questi abiti bagnati ed infilarmi in un Martini dry” Mae West

“Un Martini è come il seno di una donna: uno non è abbastanza, tre sono troppi.” Rick Fishman

“Felicità è trovare due olive nel tuo Martini, quando sei affamato.” Johnny Carson

“Sono pronto a credere che un Martini secco pregiudichi leggermente il gusto, ma pensa a quel che fa per l’anima.” Alec Waugh

“Martini dry per tutti? Non c’è miglior tranquillante.”Il fascino discreto della borghesia, Luis Buñuel

Per il barman Mauro Lotti: “non esiste il martini perfetto, ma c’è un martini per ognuno di noi. Basta solo scoprire quale sia”.

Facci sapere cosa ne pensi

Lascia un commento

MezzoCalice.it
Enable registration in settings - general
Confronta vini
  • Total (0)
Confronta
0