Vini al supermercato: quali scegliere, come evitare delusioni

Siete nel reparto dei vini al supermercato, vi state scervellando per scegliere il migliore? Ecco come fare.

Anche a voi hanno insegnato che non ci si presenta mai a una cena in casa di amici a mani vuote? Di solito la scelta si riduce a dolce o vino e se qualcun altro si è già prenotato per portare il gelato o qualche pasticcino non vi resterà che optare per una buona bottiglia di vino.

Capita però che spesso dovremo passare a prendere il vino all’ultimo momento, uscendo dall’ufficio e di non avere a disposizione buone enoteche nei paraggi, dovendo così ripiegare sul supermercato. Ma come fare a scegliere la bottiglia migliore, senza rischiare di fare figuracce?

Ecco qualche semplice consiglio per orientarsi al meglio nello scaffale dei vini del supermercato. Si tratta di un percorso che parte da alcuni pilastri:

  • scelta del supermercato
  • budget contenuto ma non troppo
  • lettura dell’etichetta

Accanto a queste ci sono altre piccole accortezze che vi permetteranno di presentarvi a cena con una buona bottiglia di vino e fare bella figura.

Vini al Supermercato: consigli

  • Supermercato: la prima regola è quella di scegliere un supermercato ben fornito e che distribuisca anche cantine “di valore”. Tra quelli con una scelta abbastanza variegata ci sono Coop e IperCoop, Esselunga, Conad e Carrefour.
  • Budget: Altra cosa da tenere a mente prima di arrivare allo scaffale è quella del budget, non guardate tutto ciò che costi meno di 6/7€ per una bottiglia (budget destinato a salire per i bianchi e per i rosé). Se pensate alle spese di produzione, di imbottigliamento e logistica è davvero poco credibile che sotto a questa cifra ci sia qualcosa di “buono” (soprattutto, difficilmente un vino da 1,99€ per 0,75 cl sarà una buona scelta per non sfigurare a cena).
  • Denominazione: a questo punto possiamo iniziare a usare come “bussola” le certificazioni, facendo affidamento su Doc e Docg (Dop) e, solo a seguire, le Igt (Igp), se un vino non fa parte di nessuna di queste categorie, rimettetelo sullo scaffale. Un rigore da seguire soprattutto nella grande distribuzione e che ci permette di sapere da dove vengono le uve usate per quel vino. Di solito quelle delle denominazioni di origine garantiscono una qualità maggiore.
  • Zona d’imbottigliamento: la sola certificazione non fa il monaco (in questo caso il vino)! Occorre anche controllare dove il vino è stato imbottigliato, preferendo quelli per cui questa zona coincida con quella Doc e Docg. Ad esempio, potrebbe capitarvi un Nero d’Avola Doc imbottigliato a Ferrara, non è un buon segno, passate oltre. Considerate che per le Igt fino al 15% del contenuto della bottiglia può essere composto da vino acquistato da fuori regione. Preferite sempre quei vini che riportano la dicitura: “Integralmente prodotto” (o “imbottigliato all’origine da” o “Prodotto e imbottigliato da”). E’ importante anche che il vino sia ottenuto totalmente da uve raccolte nei vigneti di pertinenza dell’azienda e vinificate nella stessa. Tutte informazioni presenti nella controetichetta e che ci permettono di conoscere l’intera filiera ed è sempre meglio preferire vini per i quali l’intero processo sia controllato da una sola azienda. Fate attenzione alle sigle presenti sull’etichetta, ad esempio se trovaste la dicitura: imbottigliato da ICQRF seguito da un codice, normalmente questo indica che si tratta di un vino passato dalla linea di produzione di grandi commercianti imbottigliatori che realizzano un numero elevato di bottiglie miscelando partite differenti. Un procedimento che metterebbe davvero a rischio la qualità del vino che tenete tra le mani.

Qualche consiglio in più

Ora abbiamo ristretto la cerchia della nostra possibile scelta e, a meno che non vi sia rimasta solo una bottiglia che corrisponde ai consigli precedenti (in tal caso la prossima volta ricordatevi di cambiare supermercato, di passare in enoteca o di ordinare il vino online :D) possiamo seguire altri piccoli trucchi per trovare il vino che ci faccia fare bella figura.

  • Ad esempio, prediligete scelte local a vini provenienti da paesi esteri, in questo modo farete anche un favore all’ambiente perché la vostra bottiglia avrà dovuto viaggiare meno per arrivare sugli scaffali.
  • Una scelta locale può risultare vincente perché il “chilometro zero”, funziona molto bene nel settore enologico e può capitare spesso di trovare tra gli scaffali del supermercato dei vini rossi buoni ed economici, perché provenienti da aziende del luogo.
  • Su questo molto conta anche la politica del supermercato. Ci sono alcune catene che accanto alla selezione di bottiglie comuni su tutto il territorio nazionale affiancano altre aziende, scelte all’interno della regione del punto vendita, incentivando così la diffusione di piccoli produttori che, altrimenti, resterebbero sconosciuti.
  • Occhio alle offerte! Se vi trovate nel vostro supermercato di riferimento e quindi conoscete il prezzo pieno della bottiglia, non potrete rischiare di cadere in una falsa offerta! E’ giusto tener conto anche degli sconti offerti dai volantini temporanei, riuscendo magari a mettere nel carrello un ottimo vino a un prezzo modesto.
  • Puntate su uve meno conosciute. A volte l’ignoto e l’azzardo premiano, prendere un Pinot grigio o uno Chardonnay è una scelta quasi scontata, ma sono tipologie che spesso sono vittime di una produzione di vasta scala, invece nomi meno comuni normalmente sono sinonimo di produzioni dalla filiera corta e più controllata. Insomma, tanti sanno chiedere un Gewürztraminer, ma un bianco di tufo potrebbe essere una scelta vincente.

E se non trovassimo nulla di quanto elencato sopra e dovessimo accontentarci di prodotti dalla provenienza non nota? Allora è meglio scegliere un vino rosso, con una gradazione alcolica alta. Normalmente questi tipi di vini sono soggetti a una produzione meno invasiva rispetto ai corrispettivi bianchi. Ma si tratta di supposizioni.

Sicuramente, se volete rimanere in un budget economico vi consigliamo di lasciar stare lo scaffale dei rosati, si tratta di prodotti per i quali le bottiglie migliori sono frutto di un lavoro artigianale, per cui sarebbe davvero difficile trovare un buon prodotto a poche decine di euro.

Ovviamente, se in passato avete avuto l’occasione di visitare una cantina e i suoi vini vi sono rimasti nel cuore e vi capita di trovare la sua etichetta nel vostro supermercato di fiducia… saprete già cosa mettere nel carrello.

1 Comment
  1. […] in Francia, dove è sinonimo di Champagne. Nonostante possano essere trovati a pochi euro anche al supermercato, gli spumanti sono i vini tecnicamente più impegnativi e che richiedono più tempo al […]

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