Viticoltura eroica: cosa significa, caratteristiche e come riconoscerla

Hai trovato una nuova bottiglia di vino che riporta, sull’etichetta, l’informazione “da viticoltura eroica” e ti stai chiedendo cosa significhi? Oggi ti portiamo alla scoperta di questo affascinante metodo di coltivazione e vinificazione.

Viticoltura eroica: storia e significato

La viticoltura eroica è quella che viene praticata in territori particolarmente impervi. In questi luoghi le condizioni di lavorazione dei vitigni sono estreme per ragioni di terreno, posizione, clima o quota. Quindi, il termine “eroica” è legato proprio alla volontà, alla forza e all’impegno che i coltivatori profondono nel prendersi cura di queste coltivazioni. In generale, si possono definire eroiche le coltivazioni che si trovano in terreni che comportano difficoltà di meccanizzazione e attuazione dei trattamenti.

Un lavoro che porta con sé anche molta incertezza, infatti le condizioni ambientali della viticoltura eroica rendono ogni anno incerto l’esito e quindi la commercializzazione.

Un atto di dedizione e impegno tale che questo tipo di coltura e le sue situazioni estreme sono state candidate per diventare un bene Patrimonio dell’Umanità UNESCO per la loro vocazione.

Una fatica che viene spesso ben ripagata dall’alta qualità del prodotto finale. Il concetto di viticoltura eroica è utilizzato oltre che in Italia anche in altri grandi paesi vinicoli come la Spagna e la Francia.

Il concetto di viticoltura eroica appare sulla stampa specializzata italiana nei primi anni cinquanta e per molto tempo la distinzione tra i vigneti ordinari e quelli di viticoltura eroica si riferiva in genere a intere aree geografiche, come le Cinqueterre o la Valtellina.

Visto il tipo di terreno su cui avviene questo tipo di coltivazione fa sì che le attrezzature usate siano le monorotaie, che facilitano l’accesso ai terrazzamenti nelle aree estremamente impervie.

Le condizioni ambientali di questi vitigni, nella maggior parte dei casi, non permetto di meccanizzazione le operazioni, come la raccolta e quindi tutto, o quasi, avviene manualmente. Quindi per necessità la lavorazione di queste uve avviene quasi interamente a mano, come un tempo.

Viticoltura eroica: caratteristiche

Perché venga riconosciuta l’eroicità della viticoltura, è necessari, secondo il CERVIM – Centro di Ricerca per la Viticoltura Montana – rientrare in questi criteri:

  • Il terreno deve avere una pendenza superiore al 30%
  • Un’altitudine superiore a 500 metri sopra il livello del mare
  • Il sistema viticolo deve svilupparsi su terrazze e gradoni
  • Il posizionamento su piccole isole

Per ottenere la denominazione è sufficiente che l’azienda abbia almeno una di queste caratteristiche.

Il Testo unico della vite e del vino, all’interno della legge n. 238/2916, all’articolo 7, riconosce queste colture: “(Salvaguardia dei vigneti eroici o storici) prevede interventi di ripristino, recupero, manutenzione e salvaguardia dei vigneti delle aree soggette a rischio di dissesto idrogeologico o aventi particolare pregio paesaggistico, storico e ambientale, di seguito denominati «vigneti eroici o storici».

Nel 2018 il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali ha promosso un primo censimento di tali vigneti, propedeutico a un possibile riconoscimento anche in etichetta dei vini prodotti a partire da queste uve.

Viticoltura eroica: qualche esempio

In Italia i vigneti eroici sono sparsi un po’ in tutto il territorio ed è possibile trovarne anche all’estero come in Francia o alle isole Canarie.

Restando nella nostra penisola possiamo rintracciare alte concentrazioni di viticoltura eroica in Trentino, in Liguria (particolarmente nelle Cinque Terre, in Calabria (nelle zone della Sila e del Pollino), in Sicilia (nelle piccola isola di Pantelleria), in Toscana e Isola d’Elba), in Lombardia (Valtellina) e in Valle D’Aosta.

In particolare in provincia di Treviso, tra Conegliano e Valdobbiadene, nelle colline del Prosecco, candidate come Patrimonio dell’Umanità presso l’UNESCO: il vitigno Glera si trova su uno dei versanti della collina più impervi e difficilmente percorribili con mezzi meccanici.

In Valtellina, nello specifico nella provincia di Sondrio, lo sguardo si perde per chilometri nei terrazzamenti della “Grande Muraglia dei Vigneti”, da queste uve eroiche nasce lo Sfursat., ossia lo Sforzato di Valtellina DOCG.

Nell’isola del Giglio nasce l’Ansonica, la difficoltà legata alla vinificazione i questo vino ha portato gli agricoltori a tentare di facilitare il processo, costruendo delle vasche (i palmenti) in cui pigiare l’uva direttamente sul posto, così da poter portare in cantina solo il mosto, rendendo più semplici le operazioni.

La Tenuta San Francesco, di Amalfi, produce un’ottima Falanghina, proveniente da terreni a strapiombo sul mare e che porta con sé i retrogusti di timo, salvia, frutta a polpa bianca.

Ogni anno il CERVIM conferisce il riconoscimento “Mondial des Vins Extrêmes”, premiando  migliori vini prodotti in zone caratterizzate da viticolture eroiche, con il patrocinio OIV e l’autorizzazione ministeriale. All’edizione del 2020 sono stati presentati 785 vini da 297 aziende, provenienti da da 18 paesi di tutto il mondo, con le novità assolute rappresentate dalla Cina e Stati Uniti, oltre alle etichette da Andorra, Argentina, Capo Verde, Cipro, Francia, Georgia, Germania, Grecia, Macedonia, Malta, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Stato di Palestina, Svizzera. I vini premiati sono stati 240, suddivisi in 20 Grandi Medaglie d’oro e 220 Medaglie d’Oro oltre a 22 Premi speciali.

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